Negli ultimi anni la videoperizia si è affermata come uno degli strumenti più utilizzati nella gestione dei sinistri assicurativi, sia nel ramo auto sia nei danni non auto. Spinta dalla digitalizzazione e accelerata dalla pandemia, questa modalità di accertamento rappresenta oggi una componente strutturale dei processi liquidativi delle compagnie.
Ma la videoperizia è davvero sempre la soluzione migliore? E quali sono i suoi limiti?
Cos’è la videoperizia e quando viene utilizzata
La videoperizia è una modalità di accertamento del danno che consente al perito di effettuare l’ispezione da remoto, senza recarsi fisicamente sul luogo del sinistro o presso il veicolo danneggiato.
Attraverso un link personalizzato inviato sullo smartphone del danneggiato, il perito si collega in diretta video e guida l’assicurato nella ripresa di foto e filmati del bene danneggiato. Le immagini vengono acquisite in tempo reale, geolocalizzate tramite GPS e archiviate in modo certificato.
Questo sistema consente di verificare il danno, ricostruire la dinamica del sinistro e, nei casi più semplici, arrivare rapidamente alla stima e alla liquidazione.
Perché le compagnie puntano sulla videoperizia
Dal punto di vista delle imprese assicuratrici, la videoperizia rappresenta una leva importante di efficienza operativa. Riduce i tempi tra denuncia e liquidazione del sinistro, abbatte i costi logistici delle perizie tradizionali e consente una gestione più rapida dei sinistri di massa.
Inoltre, la digitalizzazione dell’intero processo permette controlli più puntuali, audit più veloci e una maggiore tracciabilità delle operazioni, elementi fondamentali anche in ottica antifrode.
I vantaggi per periti e assicurati
I benefici non riguardano solo le compagnie.
Per il perito, la videoperizia significa:
- maggiore produttività,
- riduzione degli spostamenti,
- migliore organizzazione del lavoro,
- possibilità di redigere la stima in tempi più rapidi.
Per l’assicurato, invece, si traduce in:
- meno attese,
- nessun sopralluogo da organizzare,
- maggiore coinvolgimento nel processo,
- liquidazioni più rapide nei casi meno complessi.
Videoperizia e contrasto alle frodi: un equilibrio delicato
L’uso della sola documentazione fotografica, in passato, ha favorito in alcuni casi tentativi di frode, grazie alla possibilità di manipolare immagini o simulare danni. La videoperizia, se ben utilizzata, riduce questi rischi grazie alla ripresa in diretta, alla geolocalizzazione e all’interazione continua tra perito e danneggiato.
Tuttavia, la tecnologia da sola non basta: la capacità del perito di leggere il contesto, porre le domande giuste e individuare anomalie resta un elemento centrale nella prevenzione delle frodi.
Quando la perizia in presenza resta indispensabile
È importante chiarire che la videoperizia non è obbligatoria né per il danneggiato né per il perito. Esistono situazioni in cui il sopralluogo tradizionale resta la scelta migliore, ad esempio:
- danni gravi o strutturali,
- componenti meccaniche o elettroniche,
- ispezioni post-smontaggio,
- scarsa qualità delle immagini,
- dubbi su possibili manomissioni.
In molti casi, la soluzione più efficace è un modello ibrido, che prevede una prima videoperizia seguita, se necessario, da un accesso in presenza.
Il ruolo centrale della professionalità peritale
La qualità della videoperizia dipende in larga parte dalla competenza del perito. L’utilizzo di operatori occasionali o non qualificati, sebbene più economico, può compromettere l’accuratezza delle stime e la tutela degli assicurati.
Per questo motivo, i danni di media e grave entità dovrebbero restare affidati a periti esperti e regolarmente iscritti al Ruolo Consap, sia in presenza sia da remoto.
Videoperizia: uno strumento utile, non una scorciatoia
La videoperizia rappresenta senza dubbio un’evoluzione positiva nella gestione dei sinistri, soprattutto grazie al supporto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. È uno strumento rapido, flessibile e apprezzato dagli assicurati, se utilizzato nel giusto contesto.
Il suo valore, però, non sta nella sostituzione totale della perizia tradizionale, ma nella capacità di integrare competenza professionale e innovazione, garantendo efficienza senza rinunciare alla qualità del servizio e alla corretta valutazione dei danni.
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