I programmi di Biden e Trump a confronto verso le Elezioni Stati Uniti 2020

Con le elezioni USA 2020 che si avvicinano inesorabili (il 3 novembre è ormai vicino), è giunto il momento di esaminare il programma del democratico Joe Biden e il programma del repubblicano Donald Trump mettendoli a confronto.

Colui che risulterà vincitore, in qualità di presidente degli Stati Uniti, avrà un compito unico e a dir poco impegnativo: gestire la ripresa dell’economia del Paese in risposta alla pandemia da coronavirus che ha portato la disoccupazione a livelli che non si vedevano dai tempi della Grande Depressione. Il FMI prevede una decrescita del PIL statunitense del 4,3% quest’anno, mentre il Prodotto Interno Lordo è salito del 2,2% nel 2019.

L’aspettativa è che una volta che le misure di contenimento del virus saranno ormai un lontano ricordo e il virus sarà sconfitto, l’economia si riprenderà con una rapida crescita a V.

Ma l’incertezza, soprattutto guardando allo sviluppo del vaccino, è ancora massima. Ed è in questo contesto che i programmi elettorali dei candidati Trump e Biden acquisiscono ancor più rilevanza.

Il confronto tra i programmi economici di Trump e Biden

L’ex vicepresidente Biden non ha mai nascosto il suo malcontento circa la gestione del presidente Trump della crisi dettata dal coronavirus. In tutta risposta ha ideato un piano in sette punti, che include l’obbligo di indossare le mascherine a livello nazionale, un maggior numero di tamponi, un aumento della produzione di dispositivi di protezione personale, la creazione di un fondo rifinanziabile per le amministrazioni statali e locali, un investimento di 25 miliardi di dollari in un piano di produzione e distribuzione di vaccini e un riavvicinamento degli USA verso l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Biden chiede inoltre un piano di incentivi da parte del Governo superiore a 2.000 miliardi di dollari, con l’obiettivo di aiutare maggiormente i diversi stati e creare un meccanismo che sia facilmente tracciabile.

Dal canto suo Trump ha firmato quattro bills con l’obiettivo di offrire sollievo all’economia americana. Il primo, il Coronavirus Preparedness and Response Supplemental Appropriations Act, è stato firmato il 6 marzo 2020 e ha stanziato 8,3 miliardi di dollari per finanziare diverse iniziative. Il Family First Coronavirus Response Act è stato firmato il 18 marzo. Il 27 marzo 2020, Trump ha firmato il CARES Act (Coronavirus Aid, Relief, and Economic Security) dal valore di 2.000 miliardi di dollari. Il quarto pacchetto, soprannominato Phase 3.5, è stato firmato il 24 aprile e sostanzialmente rifinanzia gli aiuti già presenti nel CARES Act con altri 484 miliardi.

La percentuale di gradimento per Trump si attestava al 43% nel periodo 30 settembre – 15 ottobre secondo i dati forniti da Gallup, nella media del 15° trimestre del suo mandato da poco conclusosi, ma in ribasso rispetto al picco del 49% registrato a inizio anno. Se non riuscirà ad essere rieletto a novembre, sarà il primo presidente degli Stati Uniti dai tempi di George Bush Sr. a non assicurarsi un secondo mandato.

Di seguito mettiamo a confronto i programmi economici stilati dal presidente Trump e del candidato democratico Biden, suddividendoli in macroaree.

TASSE

Il programma di Trump a tema tasse

Nella proposta di bilancio datata febbraio 2020, l’amministrazione Trump ha ipotizzato una proroga delle disposizioni in materia di imposte sul reddito individuale incluse nel Tax Cuts and Jobs Act, in scadenza nel 2025. Tra il 2025 e il 2030, questi tagli alle tasse costeranno al Governo federale 1.500 miliardi di dollari secondo il Committee for a Responsible Federal Budget. All’interno del bilancio si propone inoltre l’abrogazione dei crediti d’imposta sulle energie rinnovabili, l’offerta di crediti d’imposta per il programma di borse di studio Education Freedom del segretario all’istruzione degli Stati Uniti Betsy DeVos e l’aumento del budget per l’Internal Revenue Service (IRS) per 15 miliardi nei prossimi 10 anni.

L’agenda di Trump menziona i crediti d’imposta «Made in America» per le aziende e l’espansione del programma Opportunity Zones per aumentare gli investimenti nelle comunità economicamente in difficoltà. Il presidente chiede infine dei tagli permanenti alle tasse sui salari.

Il programma di Biden a tema tasse

Biden vuole riportare l’aliquota massima dell’imposta sul reddito dal 37% al 39,6% e l’aliquota massima per le società dal 21% al 28%. Qualora venisse eletto, tasserà i guadagni superiori a $400.000, le plusvalenze e i dividendi in conto capitale a tassi non agevolati per chi vanta un reddito annuale superiore a $1 milione e introdurrà un’imposta minima del 15% sui redditi delle grandi società. L’aliquota fiscale sui profitti guadagnati dalle filiali estere di aziende statunitensi sarà raddoppiata al 21%.

Secondo il Tax Policy Center, le proposte fiscali di Biden aumenteranno le entrate del Governo di 4.000 miliardi di dollari tra il 2021 e il 2030.Il programma di Trump a tema commercio

La guerra commerciale con la Cina è stata il fulcro della politica commerciale di Trump durante il suo primo mandato. Ha promesso di mettere «l’America al primo posto» (America first) in tutti i rapporti con i paesi e di penalizzare quelli con cui gli Stati Uniti hanno un elevato deficit commerciale o che ritiene stiano tassando ingiustamente le società americane all’estero. Non c’è alcun segnale che ci dica che abbia intenzione di cambiare la sua strategia, ma gli esperti ritengono che debba stare attento a non far arrabbiare Pechino dato il sovraccarico del sistema sanitario statunitense che dipende dalla Cina per le forniture mediche. Parliamo del 48% di tutte le importazioni di dispositivi di protezione individuale negli Stati Uniti.

Il deficit mensile del commercio internazionale degli Stati Uniti si è attestato a quota 39,9 miliardi a febbraio 2020, ai minimi di settembre 2016, principalmente a causa dell’impatto del COVID-19 sulla produzione cinese.

COMMERCIO

Il programma di Biden a tema commercio

Come spiegato nell’articolo a sua firma su Foreign Affairs dal titolo «Why America Must Lead Again», Biden intende aiutare la posizione americana nell’economia globale investendo nell’innovazione e nella classe media stipulando nuovi accordi commerciali. Afferma poi che il modo migliore per affrontare la Cina sul campo della proprietà intellettuale e dell’innovazione tecnologica è quello di creare una coalizione tra alleati e partner, senza passare per le tariffe doganali.

LAVORO

Il programma di Trump a tema lavoro

L’economia statunitense ha creato 6,6 milioni di posti di lavoro durante i primi tre anni della presidenza di Trump. Un dato positivo ma non particolarmente impressionante se guardiamo ai dati del Dipartimento del lavoro e consideriamo lo stato dell’economia statunitense da quando è entrato in carica.

Milioni di posti di lavoro sono andati persi durante la crisi del COVID-19 e potrebbero volerci molto tempo per compensare il calo. L’idea di Trump per stimolare la creazione di posti di lavoro è investire 2.000 miliardi di dollari in infrastrutture. Ha poi lanciato l’idea secondo la quale il Governo si impegnerebbe a comprare biglietti aerei per quattro o cinque anni per aiutare l’industria aerea. Il presidente, inoltre, ha congelato l’emissione di nuove green card per 60 giorni (maggio e giugno 2020) per proteggere i lavoratori americani durante questo periodo e ha chiesto alla sua amministrazione di rivedere i programmi per i lavoratori ospiti negli Stati Uniti.

Trump punta ad aumentare ulteriormente la produzione negli Stati Uniti e mira a riportare 1 milione di posti di lavoro nel settore manifatturiero dalla Cina. Non vuole contratti statali con le aziende che esternalizzano nel paese, ma vuole introdurre nuovi crediti d’imposta per le aziende che riportano posti di lavoro negli Stati Uniti e detrazioni al 100% per le industrie essenziali che riportano la produzione negli Stati Uniti.

Il presidente ha dichiarato in passato di voler vedere un aumento del salario minimo, ma preferirebbe lasciare la decisione ai singoli stati. L’Istituto di politica economica ha affermato che il National Labour Relations Board di Trump ha»portato avanti un’agenda aziendale anti-operaia, anti-sindacale che ha minato la capacità dei lavoratori di formare sindacati e impegnarsi nella contrattazione collettiva“.

Il programma di Biden a tema lavoro

Vuole creare «milioni di posti di lavoro per la classe media» attraverso il suo piano infrastrutturale, che comprende la costruzione di infrastrutture per l’energia rinnovabile e per le industrie che combattono il cambiamento climatico. Il tutto comprenderebbe un aumento dei finanziamenti per programmi come il New Markets Tax Credit, il Community Development Financial Institutions (CDFI) e l’Economic Development Administration, un’agenzia all’interno del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Per aiutare la produzione, ha in programma di quadruplicare i finanziamenti per la Manufacturing Extension Partnership e fornire crediti d’imposta per investire nelle comunità che hanno subito licenziamenti di massa.

Biden desidera inoltre portare il salario minimo federale a 15 dollari e crede che i leader sindacali dovrebbero essere coinvolti nei negoziati finalizzati ad arrivare a nuovi accordi. In risposta alla crisi sanitaria propone di convincere tutti i 50 stati ad adottare dei programmi di compensazione a breve termine finanziati completamente e permanentemente dal Governo federale.

L’ex vice-presidente punta infine a riformare i programmi legati ai visti temporanei per assicurarsi che il Governo non disincentivi il reclutamento di lavoratori dagli Stati Uniti.

INFRASTRUTTURE

Il programma di Trump a tema infrastrutture

Il presidente da tempo punta a far passare una legge sulle infrastrutture sulla quale sembrerebbe esserci un sostegno bipartisan. Recentemente ha affermato di volere un piano «molto grande e audace» da 2.000 miliardi dollari, come parte del prossimo pacchetto di aiuti contro il coronavirus da presentare al Congresso. È improbabile che riceva l’ok presto se si considera il fatto che i senatori repubblicani non vogliono approvare degli aiuti che esulino da una risposta immediata alla pandemia.

Alla domanda su come gli Stati Uniti possano finanziare un altro pacchetto così vasto, Trump ha fatto riferimento all’attuale basso costo del denaro, e quindi dei prestiti, senza fornire però ulteriori dettagli. La sua agenda menziona il 5G, la creazione di una rete Internet wireless ad alta velocità su scala nazionale e l’invio della prima missione con equipaggio sulla luna.

Il programma di Biden a tema infrastrutture

Il Democratico ha presentato un piano infrastrutturale di 10 anni da 1.300 miliardi di dollari in occasione della sua campagna elettorale. Sostiene che tale progetto sarà in grado di portare gli Stati Uniti a raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero di gas serra e creerà posti di lavoro per la classe media. La spesa include $400 miliardi per un nuovo programma federale dedicato alla ricerca e l’innovazione sull’energia pulita, $100 miliardi per modernizzare le scuole, $50 miliardi per la riparazione di strade, ponti e autostrade nel suo primo anno in carica, $20 miliardi per le infrastrutture a banda larga nelle zone rurali e $10 miliardi per progetti aereoportuali in aree ad alta povertà con opzioni di trasporto limitate.

I soldi Biden sostiene di trovarli «eliminando gli eccessi dei tagli fiscali di Trump per le società; riducendo gli incentivi per i paradisi fiscali, evasione e outsourcing; assicurando che le società paghino la loro giusta aliquota; ponendo fine alle scappatoie nel nostro sistema fiscale che premiano la ricchezza e non il lavoro e cancellando u sussidi per i combustibili fossili».

CAMBIAMENTO CLIMATICO

Il programma di Trump a tema cambiamento climatico

Trump non crede nel cambiamento climatico ed è un forte sostenitore dell’industria dei combustibili fossili. In qualità di presidente ha annullato la regolamentazione a tutela dell’ambiente, ha in programma di affittare milioni di acri di terreno pubblico per la trivellazione e ha avviato il lungo processo per uscire dall’accordo sul clima di Parigi.

La sua agenda menziona vagamente di «ripulire gli oceani del nostro pianeta» e mantenere l’accesso all’aria pulita e all’acqua potabile.

Il programma di Biden a tema cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è menzionato in molti dei piani di Biden, in particolare in quelli dedicati a infrastrutture e commercio, ma i critici ritengono che che la sua pianificazione non sia abbastanza ambiziosa. Il suo progetto per il clima richiederà una spesa federale di 2.000 miliardi di dollari nel suo primo mandato e mira a portare gli Stati Uniti sulla strada per raggiungere un’economia ad energia pulita al 100% con emissioni nette a zero entro il 2050. Ecco alcune delle azioni previste:

  • Ripristinare l’adesione all’accordo di Parigi sul clima, rendere il cambiamento climatico parte della politica estera e dei negoziati commerciali, chiedere un divieto mondiale dei sussidi ai combustibili fossili
  • Avere un settore energetico privo di inquinamento da carbonio entro il 2035
  • Migliorare e modernizzare edifici e infrastrutture
  • Prevedere opzioni di trasporto pubblico a emissioni zero per tutte le città entro il 2030
  • Stanziare 400 miliardi di dollari per l’innovazione e la ricerca sul clima
  • Realizzare 500.000 nuovi punti di ricarica pubblici per veicoli elettrici e utilizzare gli appalti federali per aumentare la domanda di veicoli puliti di fabbricazione americana e di provenienza americana
  • Imporre dei limiti all’inquinamento da metano
  • Nessun divieto di fracking, ma un divieto di nuovi permessi per la perforazione finalizzata all’estrazione di petrolio e gas su terreni federali e offshore.

SANITA’

Il programma di Trump a tema sanità

Nella proposta di bilancio per il 2021, l’amministrazione Trump ha ipotizzato dei tagli profondi alla spesa sanitaria nei prossimi 10 anni, in particolare per il Medicaid ($900 miliardi) e il Medicare ($450 miliardi). Richiede $94,5 miliardi per il Dipartimento della salute e dei servizi umani, una diminuzione del 10% rispetto ai fondi emanati nel 2020.

La sua agenda, tuttavia, menziona la tutela della Social Security e del Medicare, oltre a ridurre i premi dell’assicurazione sanitaria e porre fine alla fatturazione a sorpresa. Trump ha ripetutamente promesso di abbassare i prezzi dei farmaci, ma ad oggi non si è ancora passati all’azione.

Il programma di Biden a tema sanità

Biden non perde mai occasione di ricordare a tutti di essere stato accanto a Obama quando l’Affordable Care Act è stato convertito in legge e oggi promette di proteggerlo ed espanderlo. Sostiene che abbasserà il limite sul costo della copertura all’8,5% del reddito. In sostituzione al Medicare for All, come suggerito dai suoi rivali più progressisti, Biden vuole creare un’opzione di assicurazione sanitaria pubblica simile a questo. Vuole anche abbassare l’età di ammissibilità al Medicare da 65 a 60 anni.

Il suo piano sostiene che assicurerà una copertura assicurativa sanitaria al 97% degli americani con un costo di 750 miliardi di dollari per il Governo in 10 anni.

Fonte: Money.it