Considerazioni su “La previdenza complementare e il valore della garanzia”

ANIA ha pubblicato il mese scorso “La previdenza complementare e il valore della garanzia” in cui emergono alcuni spunti che in qualche modo interessano il futuro del mondo delle assicurazioni. La survey di Insurance Europe (febbraio 2020) sulle preferenze dei cittadini europei in materia previdenziale, realizzata con oltre 10 mila interviste, (What do Europeans want from their pension savings?) ha dato risultati di grande interesse, soprattutto nelle elaborazioni di confronto Italia – Eu fatte da ANIA (2020) nel suo efficacissimo report.

In alcuni passaggi della “survey” pubblicata, in cui si mette a confronto l’Italia con altri paesi europei, si parla di crisi economica, disoccupazione e inconsapevolezza, come elementi di rischio per lo sviluppo di questo business nel nostro paese.… (molti sarebbero impossibilitati a risparmiare per la previdenza…, il gap previdenziale Italiano è tra i più alti d’Europa… in una prospettiva che ci vede nel 2050 essere il paese più vecchio d’Europa…).

EB ha voluto riportare le considerazioni di Riccardo Cesari, Membro del Consiglio dell’IVASS, e alcuni commenti di Renzo Di Lizio pubblicate su intermediachannel.it. Di seguito le sintetiche considerazioni di Cesari emerse dalla lettura dei dati e delle analisi (vedi considerazioni di Riccardo Cesari – IVASS, in versione integrale):

  1. L’area dei non so-non mi interessa è ancora troppo vasta:EU: 43% non stanno risparmiando per la pensione (54% si)
    Di questi: 38% non so e non mi interessa (p. 10)
    Italia: 53% non stanno risparmiando per la pensione (44% si)
  2. Il primo pilastro pensionistico, in Italia, ha raggiunto un peso record sul PIL , come si evince dal confronto con tutti i paesi OCSE.
  3. L’esperienza ormai più che ventennale dei fondi pensione (II e III pilastro) è molto positiva sia per la qualità e trasparenza del servizio offerto (riflesso di una normativa lungimirante) sia per i risultati ottenuti.
  4. I 15 milioni di lavoratori dipendenti a tempo pieno (contro i 2,7 a termine, parziali etc) non possono non porsi il problema del loro futuro previdenziale , quando cioè si troveranno a sopravvivere alla loro capacità di generare reddito.
  5. La spinta propulsiva della previdenza integrativa si è un po’ persa , vuoi per le frequenti crisi economiche, finanziarie e ora anche sanitarie, vuoi per la minor efficacia degli incentivi.
  6. Chi manca all’appello del secondo pilastro? Certamente i giovani, le donne, Il Sud.
  7. La prima cosa che gli europei e gli italiani cercano nella previdenza è la sicurezza.
  8. Due risultati della survey sembrano in controtendenza rispetto alle attese e rispetto anche alla personale esperienza di chi scrive: la rendita e gli investimenti ESG.

Il tema è: “come rilanciare la previdenza complementare ora che probabilmente questo gap aumenterà anche a causa dell’emergenza sanitaria?” I cittadini dovranno sperare nel reddito di cittadinanza, nel ritorno ad un interventismo dello stato oppure in un buon lavoro ben pagato grazie al quale risparmiare e pianificare il proprio futuro?

Lo Stato italiano ha messo in campo un significativo piano di interventi economici sia diretti che indiretti – in parte ancora sulla carta – che ricordano un po’ le tanto famose politiche Keynesiane del “new deal” da cui nasceva il welfare inteso, tra l’altro, come intervento dello stato nell’economia.
Lo studio pubblicato da ANIA suggerisce ad esempio qualche soluzione per dare un ulteriore impulso alla previdenza complementare come la riduzione della tassazione sui rendimenti ed il passaggio generazionale dei risparmi. Abbiamo anche sentito parlare di “deduzione” dei premi per le polizze terremoto… insomma il tema è attuale.

Vale la pena però segnalare un tassello fondamentale: gli agenti con le loro reti sono e rimangono, attraverso la consulenza personalizzata e diretta, uno dei veicoli principali per avvicinare i cittadini alla previdenza complementare, e allo sviluppo del welfare e quest’attività di “sensibilizzazione culturale” non potrà mai essere sostituita da un sito internet che spiega l’argomento.

Per avere ulteriori informazioni sui prodotti legati alla previdenza complementare di European Brokers oppure per avere una consulenza in merito vi preghiamo di scrivere a previdenza@ebrokers.it

Fonti: ivass.it, intermediachannel.it, ania.it